Dichiarazioni conferenza stampa

Si è, da poco, concluso l’incontro con la stampa, avvenuto presso il comitato elettorale di via Ostiense.

Di seguito potete trovare le dichiarazioni contententi i dodici punti espressi in conferenza.

 

“Malgrado solo il 50% circa dei Romani fosse a conoscenza della nostra candidatura, malgrado un astensionismo così rilevante e una scheda elettorale ideale per rendere impossibile un massiccio voto disgiunto, aver raggiunto in soli tre mesi poco meno del 10% dei voti è semplicemente straordinario. Il trend nelle ultime settimane era in forte crescita con oltre 2/2,5 punti a settimana, e tale trend, dagli ultimi rilevamenti, continua ad essere solido in termini di gradimento ed adesione al progetto politico.

Cosa chiedono i nostri elettori? Perché è a loro che i candidati sindaco devono rispondere in modo concreto, non ambiguo e impegnativo se vorranno i loro voti. Abbiamo da sempre denunciato la necessità di una forte discontinuità e abbiamo definitivamente sconfitto il consociativismo e non saremo certo noi a resuscitare la vecchia abitudine di trattare e spartire tutto con accordi sottobanco. Quindi ecco i punti sui quali aspettiamo precise risposte ed impegni concreti:

1) Una grande manutenzione ordinaria e straordinaria della nostra città sia per recuperare l’evidente degrado sia per rimettere in moto immediatamente la nostra economia (dalle strade alle scuole, dalle stazioni metro ai mezzi pubblici). Per far ciò bisogna individuare l’importo iniziale da investire immediatamente ed individuare dove reperirlo (vedi successivo punto 2).

2) Uno dei motivi dell’astensione è la consapevolezza dei Romani che gran parte delle promesse elettorali che hanno ascoltato dalle due principali coalizioni sono irrealizzabili perché mancano i soldi. Quindi è indispensabile nei prossimi dieci giorni non continuare ad illudere con promesse da marinai. E’ quindi assolutamente necessario chiedere al Governo di congelare (a fronte di adeguate garanzie del Comune) per un biennio i 200 milioni di euro che il Comune rimborsa allo Stato ogni anno. Usare questo importo, insieme al recupero netto dell’aggiornamento delle rendite pari a circa 70 milioni, per abbattere con il criterio della progressività l’addizionale IRPEF fino almeno al 30% e avviare il programma di manutenzione della città di cui sopra.

3) Istituire una Authority (o altro organismo simile) che abbia precisi poteri e che dipenda dal Consiglio comunale con la finalità di vigilare su: Ambiente, Paesaggio, Beni Culturali e Agricoltura. L’art. 9 della Costituzione invita a sviluppare anche economicamente le nostre ricchezze culturali. Non basta vincolare le aree verdi, bisogna utilizzarle potenziando la filiera agroindustriale.

4) Internet è una risorsa per la crescita dell’occupazione e per lo sviluppo sociale e delle aziende. Nel Lazio la contribuzione al PIL è pari solo al 1,9% (in linea con il dato nazionale) e, malgrado ciò, ha creato 1,8 posti di lavoro in più per ogni posto di lavoro perso negli ultimi anni. L’obbiettivo è di raddoppiare la contribuzione al PIL passando al 4% (in linea ad esempio con la Francia). Ciò comporterebbe, tra l’altro, un incremento di due punti della nostra crescita economica.

5) Ripartire dai quartieri nel nuovo modello di gestione della città. Per governare Roma bisogna coinvolgere i cittadini e per farlo, bisogna far leva sul senso di appartenenza comunitario e identitario che i Romani hanno con i loro quartieri. Avviare on line l’elezione dei “cittadini di quartiere” (due donne e un uomo) nelle 112 zone già censite elettoralmente (quartieri, rioni, zone etc).

6) Creazione in ogni quartiere di un centro di produzione culturale “a tema” utilizzando le strutture già esistenti a partire dalle scuole che nel pomeriggio sono quasi sempre non utilizzate (ad esempio nella zona di via Margutta un centro per la pittura).

7) Costituire il Bureau del turismo a Roma per vendere il nostro prodotto oggi assolutamente non sfruttato. Ad esempio, l’attività congressuale che nel mondo si pianifica con 4 anni di anticipo, è oggi in piena crisi. E’ semplicemente una follia non intercettare le risorse delle grandi multinazionali che investono cifre enormi.

8) Lotta all’abusivismo senza quartiere dalle affissioni, alle licenze Ncc, alle bancarelle… Poche regole e uguali per tutti. (Ad esempio per bancarelle e simili non ci possono essere 17 norme che devono essere interpretate dai vigili. Massimo cinque norme da rispettare)

9) Assessorato allo sport. Lo sport deve essere una priorità supportando le associazioni sportive che oggi sono pronte ad investire e dare il loro contributo. Centri sportivi di quartiere potenziando l’utilizzo delle strutture scolastiche ed integrando con le attività delle parrocchie. Individuare almeno tre centri sportivi di eccellenza e/o potenziare quelli già esistenti.

10) Fondo “blindato” per le disabilità e le fragilità sociali in generale. Non dovranno mai essere intaccate da nessun tipo di spending review o tagli di spesa. Il fondo dovrà essere gestito coinvolgendo anche chi è vittima di queste disabilità, sia direttamente che a livello familiare. Ispirarsi decisamente all’art. 118 ultimo comma della Costituzione dove si parla di sussidiarietà orizzontale.

11) Una squadra di governo di alto profilo che sia inclusiva delle migliori risorse di questa città (sia chiaro che personalmente non ho intenzione di accettare nessun eventuale incarico mi dovesse essere proposto, mi concentrerò per far crescere e strutturare il nostro movimento) e che venga annunciata prima del voto.

12) Sicurezza: subito il vigile di quartiere. Non ci sarà mai sicurezza senza prevenzione e senza combattere con tolleranza zero il degrado.

Ovviamente questi sono solo alcuni dei punti del nostro programma che discendono dalla centralità dei concetti di legalità, meritocrazia e dalla creazione di un centro unico per gestire i costi della Amministrazione nonché da precisi indirizzi gestionali nelle aziende municipalizzate.

Senza dimenticare anche la battaglia per i diritti degli animali.”

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