Rifiuti: da problema a opportunità

I rifiuti in tutte le grandi città del mondo sono un grande business. Solo da noi la parte onerosa è a carico dell’amministrazione pubblica mentre il guadagno va ai privati. Senza demonizzare il guadagno dei privati, anche i cittadini dovranno beneficiare del reddito generato dal business dei rifiuti. I cittadini, responsabili dei quartieri, potranno vigilare sulla corretta raccolta dei rifiuti.

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Obiettivo

Risolvere in maniera strutturale il problema dei rifuti, facendo in modo che si istituisca una catena del valore connessa al recupero dei materiali di scarto che porti benefici economici a tutti gli attori partecipanti, includendo, tra essi, anche gli utenti del servizio di igiene urbana.

Obiettivi operativi sono:

  1. rendere minime le frazioni indifferenziate conferite al servizio pubblico.
  2. Massimizzare il recupero della frazione umida contenuna nel rifiuto urbano.
  3. Avviare filiere brevi di recupero e riciclo dei materiali di scarto al fine di garantirne l’intercettazione prima che questi vengano consegnati al servizio di gestione dei rifiuti e, a tal fine, attivare nuove sinergie pubblico-private in grado di ripartire i benefici derivati dal recupero dei materiali anche ai cittadini.

Descrizione del problema

Il settore dei rifiuti soffre, come tutti gli altri, di un’assenza di politica attiva da parte del Comune di Roma.

Questo stato di cose ha condotto alla situazione emergenziale attuale, alla quale è indispensabile dare una risposta operativa a breve termine, utilizzando tutte le risorse disponibili.

In questo momento è necessario puntare sul potenziamento degli impianti di trattamento meccanico biologico per assicurare che dalla grande mole di rifiuti indifferenziati raccolti da AMA si recuperi la massima quantità possibile, limitando il residuo da inviare a discarica.

Occorre però invertire la rotta, e per farlo non basta più invocare formule generiche (come il “miglioramento della raccolta differenziata”, “la raccolta porta a porta”), la cui sostenibilità economica e ambientale è difficilmente assicurata e comunque non verificata.

Per darci qualche realistica prospettiva dobbiamo:

  1. cambiare paradigma, intanto convincendoci che i materiali che trasformiamo in rifiuti hanno un valore economico reale, e che la ridistribuzione di questo valore è la chiave per assicurare un funzionamento efficace ed efficiente del sistema.
  2. Fare i conti con il fatto che a Roma quasi il 40% del rifiuto urbano è di origine non domestica e che la quasi totalità di questi rifiuti è destinato alla raccolta indifferenziata. Uffici, negozi, supermercati e centri commerciali, bar, ristoranti e pizzerie, scuole e ospedali, piccole attività artigianali e così via, sono la fonte di una quota così importante di rifiuti gestiti dal servizio urbano che, se solo fosse intercettata in maniera intelligente, garantirebbe un significativo abbattimento della quota di rifiuto indifferenziato, permettendo di raggiungere percentuali di riciclo assolutamente elevate.
  3. Considerare che esistono frazioni importanti di beni post-consumo che, non essendo imballaggi ma comunque materiali di alta qualità e valore, non vengono intercettati nella filiera delle raccolte differenziate, finendo quindi per incrementare la quantità di rifiuto indifferenziato di cui farsi carico. Nella città di Roma ci sono più di 13.000 utenti classificati come “Case di cura e riposo, ospedali, grandi comunità (caserme, istituti di prevenzione, collegi e simili)”. A questo proposito si pensi:
    1. a tutto il polietilene che viene utilizzato per la realizzazione di componenti medicali e che, pur non essendo contaminato (e quindi riciclabile) viene conferito dagli ospedali alla raccolta indifferenziata, come ad esempio tutti i biberon usa e getta, le tettarelle monouso e così via, classicamente utilizzati negli ospedali pediatrici.
    2. Al vetro relativo a contenitori di farmaci e di soluzioni per infusione, utilizzati anch’essi negli ospedali.
    3. Agli imballaggi in polistirolo espanso, utilizzato nelle comunità come termoisolante per il trasporto e il mantenimento della temperatura dei cibi confezionati.

Partendo da questo stato delle cose possiamo fare in modo di attivare una infrastruttura mediante la quale gli utenti del servizio di igiene urbana (domestici e assimilati) possano conferire i propri materiali selezionati a filiere brevi di trattamento che ne assicurino il recupero ed il riuso, ricevendo in cambio un beneficio economico (sconto tariffario sul servizio, corrispettivo monetario, ecc).

Normativamente abbiamo la possibilità di farlo, grazie al Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, che all’Art. 14 – Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, recita:

- 9 La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti […].
- 17 Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche
- 18. Alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.
Per attuarla è necessario che si modifichino: l’infrastruttura di servizio, la politica tariffaria del Comune e, infine, il modello locale di gestione dell’accordo ANCI-CONAI.

Soluzioni proposte per fronteggiare con efficacia la situazione corrente:

  1. Potenziare gli impianti di trattamento meccanico biologico per assicurare che, della grande mole di rifiuti indifferenziati raccolti da AMA, sia recuperabile la massima quantità, limitando il residuo da inviare a discarica.
  2. Istituire ecopunti diffusi a livello di quartiere e attivare filiere brevi per l’intercettazione e il recupero di frazioni selezionate di materiali provenienti da cicli di consumo domestico. Gli utenti domestici del servizio di igiene urbana potranno “vendere” i propri materiali selezionati (plastica, alluminio, carta e cartone) agli ecopunti, i quali provvederanno a trasmetterli direttamente ai riciclatori. L’operatività degli ecopunti sarà monitorata da un sistema informatico che il Comune renderà disponibile ai gestori degli ecopunti stessi.
  3. Promuovere accordi con la grande distribuzione, per consentire l’installazione, all’interno delle pertinenze commerciali, di punti di conferimento di materiali selezionati da inviare, previa stipula di accordi e convenzioni, alle aziende di riciclo. Ai materiali conferiti potranno corrispondere diverse tipologie di remunerazione (monetaria, buoni spesa, ecc.) da definirsi al’interno degli accordi che saranno stipulati.
  4. Sottoscrivere un Protocollo d’Intesa con la Provincia di Roma, con la Regione Lazio e con il Consorzio dei Compostatori, per consentire l’autorizzazione, l’esercizio e l’utilizzo economico del prodotto derivante da compostiere di collettività (di tipo condominiale) da applicarsi sia alle utenze domestiche sia alle aree mercatali. Le compostiere potranno utilizzare gli sfalci derivati dalla manutenzione del verde pubblico locale, la frazione vegetale domestica e gli scarti vegetali mercatai, assicurando la produzione di compost di qualità da conferire al Consorzio dei Compostatori, in cambio di un corrispettivo economico da ridistribuire tra gli utilizzatori della singola compostiera.
  5. Attivare raccolte selettive di materiali (e non solo di imballaggi) presso le Grandi Utenze non domestiche del Comune di Roma (ministeri, università, ospedali, sedi diplomatiche, accademie, grandi uffici pubblici e privati), mediante l’implementazione di filiere brevi di riciclo, con il concorso diretto delle aziende di riciclo, riconoscendo a queste utenze uno sconto tariffario;
  6. Promuovere modelli organizzativi di gestione consortile di specifiche frazioni di materiali, rivolte agli utenti non domestici di piccole dimensioni, a cui corrispondere uno sconto tariffario.
  7. Potenziare gli ecocentri AMA e attivare flussi di conferimento selettivo di materiali prodotti dagli utenti domestici e non domestici assimilati, a cui far corrispondere uno sconto tariffario. Attualmente, questa modalità di conferimento non è consentia, poichè il regolamento del comune di Roma prevede l’accesso agli ecocentri solo alle utenze domestiche e solo per il conferimento di rifiuti ingombranti o speciali.
 
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Roma con Alfio Marchini